Il Gatto Oltre La Finestra

scritto da Taby-Saby
Scritto 3 mesi fa • Pubblicato 15 ore fa • Revisionato 15 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Taby-Saby
Autore del testo Taby-Saby

Testo: Il Gatto Oltre La Finestra
di Taby-Saby

In una casetta accogliente ai margini di un bosco incantato, una bambina di nome Sofia. Sofia aveva lunghi capelli color del grano e occhi curiosi come due gocce di rugiada mattutina.

La sua più grande passione era osservare il mondo che si apriva oltre il vetro della sua finestra. Ogni giorno, mentre il sole dipingeva il cielo con sfumature d'arancio e rosa, Sofia si sedeva sul davanzale e lasciava vagare lo sguardo.

Un pomeriggio, mentre le nuvole danzavano pigramente nel cielo azzurro, Sofia notò qualcosa di insolito. Accoccolato sul ramo di un vecchio melo, proprio di fronte alla sua finestra, c'era un gatto. Non era un gatto qualunque. Il suo manto era nero come la notte più profonda, ma scintillava di riflessi argentei, come se fosse intessuto di stelle cadenti. I suoi occhi, poi, erano di un verde smeraldo così intenso da sembrare due gemme preziose.

Il gatto la fissava con un'espressione enigmatica, quasi stesse custodendo un segreto antico. Sofia rimase incantata. Non aveva mai visto un gatto così maestoso. Provò a chiamarlo, con voce dolce e sommessa, ma il gatto non si mosse. Sembrava immobile, un'elegante statua vivente.

Sofia si chiese da dove venisse, cosa pensasse, e se anche lui, come lei, stesse osservando il mondo con meraviglia.

I giorni si trasformarono in settimane, e il gatto continuò a fare la sua comparsa sul ramo del melo. Sofia gli portava a volte un piccolo bocconcino di formaggio o un goccio di latte, lasciandolo sul davanzale. Il gatto, con un movimento aggraziato, scendeva, mangiava con discrezione, e poi tornava al suo posto, a fissare Sofia con quegli occhi penetranti.

Non si lasciava mai accarezzare, ma nemmeno fuggiva. Era una presenza silenziosa, un guardiano misterioso.

Sofia iniziò a immaginare storie sul gatto. Forse era un principe trasformato da una strega malvagia, in attesa di un bacio sincero per spezzare l'incantesimo. O forse era un messaggero di mondi lontani, venuto a portarle notizie di terre magiche. Ogni volta che lo guardava, sentiva una strana connessione, come se il gatto capisse i suoi pensieri più profondi.

Una sera, mentre una pioggia leggera tamburellava sui vetri, Sofia vide il gatto alzarsi. Si stiracchiò lentamente, un arco perfetto di muscoli scintillanti, e poi, con un balzo che sfidava la gravità, saltò dal ramo e scomparve nell'oscurità del bosco.

Sofia trattenne il respiro. Era la prima volta che lo vedeva muoversi con tanta agilità, così rapido da sembrare un'ombra.

Il mattino seguente, Sofia si affacciò alla finestra con il cuore in gola. Il ramo del melo era vuoto. Il gatto non c'era più. Cercò con lo sguardo tra gli alberi, sperando di rivedere quel manto stellato, ma invano. Un velo di tristezza le velò gli occhi.

Nei giorni che seguirono, Sofia continuò a guardare fuori dalla finestra, ma il gatto non fece più ritorno. La casetta ai margini del bosco sembrò un po' più silenziosa, un po' meno magica.

Eppure, ogni volta che vedeva un gatto nero, o un riflesso argenteo tra le foglie, il suo cuore sussultava, ricordando il misterioso amico che aveva vegliato sulla sua finestra.

Sofia non dimenticò mai il gatto oltre la finestra. Quell'incontro, seppur breve e silenzioso, le aveva insegnato che la bellezza e il mistero si possono trovare ovunque. Capì che il gatto era stato un dono, un messaggero di un mondo magico che le aveva ricordato di mantenere sempre vivo il suo spirito curioso e la sua capacità di sognare.

Anche se non lo vide più, Sofia sapeva che una parte di quella magia sarebbe rimasta per sempre con lei, illuminando il suo cammino.

Il Gatto Oltre La Finestra testo di Taby-Saby
2